Dott .ssa Mirella Caruso

Psicologa - psicoterapeuta a orientamento psicoanalitico.

Setting

Una stanza, sufficientemente tranquilla, i telefoni sono spenti. Il setting è un contenitore (set), un luogo in cui potersi incontrare, ma anche un insieme di regole che definiscono l'incontro terapeuta-cliente come relazione di cura e la rendono efficace. E’ un luogo interiore. Lo stesso luogo, alla medesima ora. Per un soggetto in difficoltà è di per sé terapeutico sapere di aver trovato in un angolo della città, in un tempo/spazio concordato, un esperto che possa ascoltare e aiutare. La fiducia in qualcuno e un luogo che è tuo. E’ l’inizio della risalita. Per il terapeuta, le regole vincolanti da osservare sono scritte nel Codice deontologico (vedi) e riguardano il rispetto del segreto professionale, l’aggiornamento continuo, la serietà. Personalmente, ritengo una regola importante per il terapeuta, anche la disponibilità a mettersi in gioco sempre.

Un divano, una sedia, un tavolino, libri. Altre sedie. Molte persone si domandano come il solo “parlare” possa guarire una persona o modificare i propri comportamenti. Non si tratta di chiacchierare. Sebbene si parli con una certa rilassatezza per la persona, il terapeuta deve essere ben attento a “sentire” anche ciò che l’Altro ancora non dice. C'è una profonda differenza tra parlare con un amico, con il confessore, con un insegnante, con il partner. In psicoterapia, la persona parla e non solo, ma racconta una trama con vari fili intrecciati in cui le parole sono a volte frammentate ma cariche di emozioni oppure apparentemente neutre e prive di emozioni. Nel racconto, si riportano in seduta gli stessi nodi e gli stessi grovigli che ci si affanna a dipanare o a non considerare nella vita reale, puntando l’attenzione su aspetti secondari e investendo energie altrove, magari su un sintomo. E la persona non si ritrova. E’ sofferente. Gira in tondo.

Si vive fuori per portare dentro. Si sperimenta dentro per portare fuori. La regolarità del setting, la fiducia nel terapeuta, la convinzione di non essere giudicato con preconcetti di tipo moralistico, l’attenzione e la costruzione di una concezione diversa di sé, quale si manifesta ora in una nuova relazione (quella con il terapeuta), permette di avviare la propria vita verso nuovi orizzonti. La persona costruisce con il terapeuta, un nuovo bagaglio di conoscenze su di sé e sulle proprie capacità e potenzialità che si porta nella vita come uno zaino sulle spalle.

Una dote.






"Mirella Caruso"
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